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Cenni storici: l'identità dei cittadini moldavi

Moldavia

La “vexata quaestio” dell’identità dei moldavi e la loro, presunta o meno, romenità (e latinità) va posta dall’inizio della divisione della Moldavia tradizionale,
con un approccio strettamente storico sino al 28/5/1812 n.s (cioè 16 maggio v.s), giorno in cui fu siglato a Bucarest il Trattato che pose fine alla guerra fra Impero Ottomano di Mahmut II (1808-1839) e Russia di Alessandro I (1801-1825), gran parte dell’attuale Repubblica Moldova all’ovest del Nistru (i Russi erano già arrivati al Nistru con la pace di Iaşi del 9/1/1792 n.s, regnando Caterina II e Selim III, grazie alle vittorie del mitico Suvorov, ma quei territori non furono MAI parte della Moldavia storica, bensì erano soggetti al khan tataro di Crimea) formava un unico Principato di Moldavia, soggetto all’Impero Ottomano e retto da un hospodar cristiano (dal 1711 al 1821 sempre un greco fanariota), con capitale Iaşi; per la precisione il Princ. di Moldavia includeva anche la zona di Hotin (Khotyn), dal 1940 in Ucraina, laddove il Bugeac (sud della Moldova e territori bessarabi assegnati nel 1940 all’Ucraina, ad esempio Bilhorod-Dnistrovs’kyj/Cetatea Albă e Izmaïl/Ismail) dipendeva direttamente dall’Impero Ottomano sin dal 1538 e ciò spiega la scarsa presenza di moldavi etnici nell’area (pure amministrativamente ottomana era la fortezza di Bender/Tighina e dal 1714 quella di Hotin al nord, ma non il territorio circostante; lo stesso avveniva in Valacchia, anch’esso Principato soggetto alla Porta sotto un principe cristiano ma dove gli ottomani mantennero per sé le fortezze di Turnu Severin, Giurgiu e Brăila, sino al Trattato di Adrianopoli/Edirne del 14/9/1829 n.s).
Orbene, prma del 1812, non vi era alcuna apprezzabile differenza (neppure in dialetto, se non piccole sfumature del tutto normali..noi in Italia ne sappiamo qualcosa) fra un moldavo di Roman, Huşi, Paşcani, Iaşi e Botoşani ed un moldavo di Chişinău, Orhei, Bălţi, Soroca, Leova e Floreşti…questo è il punto capitale
orbene i primi sono divenuti orgogliosamente romeni i secondi, in maggioranza, si definiscono moldavi…perché?
La ragione precipua, nella mia opinione, sta nel fatto che nel 1812 quando avvenne la separazione forzata del popolo moldavo, né in Valacchia né tantomeno in Moldavia era ancora realmente iniziato quel movimento cultural-nazionale che porterà alla nascita nel corso del XIX secolo della Nazione romena, uno dei più “miracolosi” e grandiosi successi del Nation Building ottocentesco (secondo me più del coevo Risorgimento italiano..e di molto…in Italia sopravvive al sud nostalgismo per i Borboni e al Nord sentimenti antiunitari, in Romania NO !).
Nel 1812 però la cultura dei due Principati proto-romeni (come chiamerei Moldavia e Valacchia storici) era ancora bizantino-slavo-ortodossa, non latino-romeno-occidentale come quella elaborata in Transilvania da intellettuali di fede unita (non ortodossa !) sin da fine XVIII secolo (famosa grammatica del 1780, a Vienna, Micu Klein, Şincai ecc).
I territori divenuti nel 1812 russi, rimasero quindi estranei all’evoluzione che in Valacchia e nella Moldavia dimezzata (ad ovest del Prut) incominciò a manifestarsi dal 1829-1830 (anche grazie alle riforme del gen. russo Kiselev, Statuti Organici del 1831 e 1832 ecc..).
Nel 1812, sia in Moldavia (intera) che in Valacchia, la lingua locale si scriveva ancora in cirillico antico (diverso da quello attuale, tuttora in uso per il “moldavo” in RMN/PMR) e non in alfabeto latino
nel 1812 l’idea della discendenza dai Latini era ancora nell’infanzia (vero, già ne parlarono Miron Costin e Ion Neculce, e Dimitrie Cantemir, ma solo di sfuggita e senza costruirci una “teoria” come farà la şcoală ardeleană)
la lingua non era stata ancora “purificata”, “gallicizzata” e “latinizzata” come avvenne a metà Ottocento ad ovest del Prut (dunque abbondavano ancora arcaismi e slavismi, che ad est del Prut si mantennero)
non c’era ancora stato il grande Mihai Eminescu (1850-1889) che sublimò il sentimento nazionale e ne diede la forma linguistica compiuta.
Tutti questi processi, e molti altri, di incalcolabile importanza che crearono in meno di un secolo, dal 1829 al 1918, il popolo romeno al di qua del Prut, non poterono esistere al di là del Prut, per ovvie ragioni…anzi furono rafforzati i legami con il mondo slavo-russo et pour cause.
Consideriamo poi il fallimento oggettivo del dominio romeno del 1918-1940 (lo ammettono tutti, anche i romeni di vedute larghe), le ferite della guerra e la sovietizzazione/russificazione di epoca sovietica, 1940-1941 e 1944-1989, e comprendiamo facilmente l’abisso che si è instaurato fra le due rive del Prut
Dunque, per concludere, anche i moldavi al di là del Prut AVREBBERO POTUTO DIVENIRE ROMENI, come lo divennero i loro fratelli di Dorohoi e Focşani (non mancava loro nulla o quasi che non mancasse anche ai fratelli di ovest Prut) ma la Storia con le sue leggi, dure ma ineluttabili, ha deciso altrimenti.
Oggi quindi esiste un popolo moldavo che non è più quello romeno (se non per esigue minoranze dello stesso, intellettuali soprattutto), ma ciò non significa però che i moldavi non c’entrino nulla con la Romania…ciò lo dice, presumo, il tovarišč Vladimir Voronin ma ha torto!
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22 commenti

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jerrydrake
29 mag 2013 15:44

 

 

Ad esempio da come le ho inquadrate, i balcanici (rumeni, serbi, moldavi) sono in genere persone abbastanza orgogliose e patriottiche; addentrandosi un po' nei discorsi direi che spesso eccedono anche un po'.....ma mi chiedevo se il patriottismo/nazionalismo è un più vezzo nostalgico oppure ci sono rivalità fra le varie comunità .

 

.

 

 

Non fare confusione Alberto.

 

I moldavi ed i rumeni non sono assolutamente balcanici!

E se incontri il moldavo sbagliato può arrabbiarsi, e non poco, se gli dai dello slavo :lol3:

 

rumeni e serbi sono assolutamente patriottici e nazionalisti ( ma non sciovinisti come i francesi)

 

dei moldavi non saprei dirti, di certo sono un pò permalosi :rolleyes: 

se poi vuoi sapere se i moldavi sono ( o si sentano) latini, come i rumeni, o slavi come i serbi, allora sappi fin da ora che questo topic avrà molto  seguito :arf2:

Salve a tutti, mi chiamo Alberto

 

da qualche anno ho iniziato a conoscere il mondo balcanico, per farla breve: ho dei vicini rumeni e ho conosciuto una persona di nazionalità serba ed una moldava.

 

Mi si è aperta una realtà che non conoscevo; nella mia zona, abito in provincia di Bologna, mi sono reso conto che vivono molti più cittadini dell'est di quello che credevo.

 

Vorrei fare conoscenza ma ho trovato alcune difficoltà, spero possiate essermi di aiuto.

 

Ad esempio da come le ho inquadrate, i balcanici (rumeni, serbi, moldavi) sono in genere persone abbastanza orgogliose e patriottiche; addentrandosi un po' nei discorsi direi che spesso eccedono anche un po'.....ma mi chiedevo se il patriottismo/nazionalismo è un più vezzo nostalgico oppure ci sono rivalità fra le varie comunità .

 

Devo ammettere però che in genere ho conosciuto persone ben educate e grossi problemi non ne ho mai avuti; devo ammettere che ho trovato delle incomprensioni più da parte di miei amici e parenti quando ho detto che conoscevo persone dell'est, i pregiudizi.... io mi sono sempre trovato bene ma alla fine alcune barriere culturali hanno fatto allontanare le amicizie purtroppo.

 

Mi piacerebbe conoscere una donna o una ragazza moldava anche solo per amicizia ma non vorrei passare per un male intenzionato o chissà cosa.

 

Quindi se potessi conoscere qualche moldavo la sua opinione mi sarebbe molto utile: difficoltà di approccio con gli italiani, pregiudizi, come entrare in buoni rapporti senza fraintendimenti ecc ecc... magari mi sarebbe utile sapere se a Bologna ci sono centri culturali o associazioni di amicizia tra i popoli anche per organizzare eventualmente un viaggio.

 

Grazie in anticipo se qualcuno risponderà e scusate l'inevitabile off topic.

 

ti rispondo volentieri anche per campanilismo abitando nella tua stessa zona......quando sono in Italia.

 

Alcune risposte te le ha già date Jerry. I rumeni e i moldavi sono di cultura latina al contrario dei serbi che hanno una cultura slava il cui ceppo linguistico (di origine indoeurpea) viene diviso in gruppi, quello orientale (russo, ucraino..), occidentale (polacco, ceco,slovacco) e meridionale(sloveno, serbo-croato, bulgaro..).

 

Guai a definire slavi i rumeni e i moldavi. Il nazionalismo è a mio parere più radicato nei serbi anche se il patriottismo è un sentimento comune. Le barriere culturali vengono alzate soprattutto dai pregiudizi radicati nel tempo difficili da smantellare : se dimostri di conoscere un po' del passato e della civiltà di questi popoli automaticamente queste persone si aprono e ti si avvicinano con generosità.

 

A mia conoscenza non esistono qui a Bologna associazioni culturali italo-moldave o qualcosa di simile, ma di questo non sono  pienamente sicuro. Oggi è agevole arrivare in Moldova partendo dall'aeroporto Marconi di Bologna,  seguendo la tratta Bologna-Chisinau e ritorno al costo di 175 euro (se prenoti con un certo anticipo). Troverai certamente una realtà piena di novità, lontano dai soliti stereotipi. Se vuoi farti una pre-cultura sui viaggi, costumi e abitudini dei moldavi, troverai un'infinità di informazioni nell'archivio decennale di questo forum: basta immettere alcune parole chiave...e poi in caso di necessità qualcuno  ti darà sempre utili consigli.

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VeronikaP
29 mag 2013 18:28

Salve a tutti, mi chiamo Alberto

 

da qualche anno ho iniziato a conoscere il mondo balcanico, per farla breve: ho dei vicini rumeni e ho conosciuto una persona di nazionalità serba ed una moldava.

 

Mi si è aperta una realtà che non conoscevo; nella mia zona, abito in provincia di Bologna, mi sono reso conto che vivono molti più cittadini dell'est di quello che credevo.

 

Vorrei fare conoscenza ma ho trovato alcune difficoltà, spero possiate essermi di aiuto.

 

Ad esempio da come le ho inquadrate, i balcanici (rumeni, serbi, moldavi) sono in genere persone abbastanza orgogliose e patriottiche; addentrandosi un po' nei discorsi direi che spesso eccedono anche un po'.....ma mi chiedevo se il patriottismo/nazionalismo è un più vezzo nostalgico oppure ci sono rivalità fra le varie comunità .

 

Devo ammettere però che in genere ho conosciuto persone ben educate e grossi problemi non ne ho mai avuti; devo ammettere che ho trovato delle incomprensioni più da parte di miei amici e parenti quando ho detto che conoscevo persone dell'est, i pregiudizi.... io mi sono sempre trovato bene ma alla fine alcune barriere culturali hanno fatto allontanare le amicizie purtroppo.

 

Mi piacerebbe conoscere una donna o una ragazza moldava anche solo per amicizia ma non vorrei passare per un male intenzionato o chissà cosa.

 

Quindi se potessi conoscere qualche moldavo la sua opinione mi sarebbe molto utile: difficoltà di approccio con gli italiani, pregiudizi, come entrare in buoni rapporti senza fraintendimenti ecc ecc... magari mi sarebbe utile sapere se a Bologna ci sono centri culturali o associazioni di amicizia tra i popoli anche per organizzare eventualmente un viaggio.

 

Grazie in anticipo se qualcuno risponderà e scusate l'inevitabile off topic.

Ciao! Il popolo moldavo e diviso a meta. Ci sono quelli che si consideranno rumeni, e ci sono quelli pro Russia, che dicono che noi non siamo rumeni, e che i rumeni sono zingari e ladri. Ce una discussione lunga e acessa se si incontrano due persone che hanno punti di vista diversi su questo problema... :onguard:  

Vi ringrazio per le prime risposte; ne approfitto per mettere un po' di carne al fuoco alla discussione specificando un po' meglio le mie impressioni personali che per l'appunto non vorrei essere scambiate per giudizi generali.

 

Sul nazionalismo e identità culturale:

 

- I miei vicini rumeni e altri rumeni con cui ho avuto occasione di incrociarmi gli ho trovati persone un po' chiuse fra di loro e corrucciate ma alla fine della fiera mi sono sembrati lavoratori e alla buona, voglio escludere a priori gli episodi di cronaca nera per non cadere negli stereotipi altrimenti ce ne sarebbe per chiunque.

All'inizio non è stato un idilio di buon vicinato ma poi piano piano mi sono reso conto che pur a modo loro sono in Italia per restarci nel senso che poi salutano se c'è bisogno danno una mano ecc.

 

- La ragazza serba l'ho trovata molto colta e intellettualmente vivace ma alla lunga sebbene rivendichi una cultura cosmopolita e aperta viene sempre fuori che i serbi sono un gran popolo ma sfortunato, che sanno scegliere meglio, che sono più colti e sarebbero i figli prediletti di Madre Russia e altre cose....

Io dico ok.... ma cosa ci fa qui in Italia da 20 anni? Poi parlando viene fuori che il fratello è in Svizzera, le amiche sono sparse per mezzo mondo. Insomma all'inizio grandi attestati di stima poi una critica continua e reiterata su tutto.

Io ho cercato di farle capire che in Italia sull'autocritica siamo imbattibili ma in genere del prossimo non è bene parlar male. Nulla crede che me le beva tutte sulla Serbia centro dell'Impero Galattico.... credo che o ci è o ci fa....

Pensavo che ce l'avesse in particolare con l'Italia forse perchè stanca di viverci ma poi salta fuori che ne ha anche per Francia e Spagna..... a questo punto ho pensato che forse i serbi pur essendo slavi hanno alcuni tratti peculiari simili ai nostri: criticano criticano e ricriticano ma mettersi una mano sul cuore e abbassare la cresta mai......

 

- I moldavi mi sono sembrati una via di mezzo. Conoscevo una ragazza anche lei molto istruita però estremamente timida e introversa. Non ostica ma mi è sembrata praticamente impenetrabile seppure molto educata

 

Come la ragazza serba diceva di essere riservata e dopo 15 minuti sapevo tutto anche dei suoi cugini di 15° grado con la moldava ho fatto fatica ad instaurare un dialogo.

 

La cosa un po' mi ha incuriosito perché ho saputo che questo popolo è praticamente in uno stato di diaspora, immagino non sia facile per loro.

 

In pratica mi sono sembrati più latini i serbi che i moldavi e rumeni, è chiaro che mi esprimo per paradossi ma forse sono appunto i cliche' che i vari popoli si portano dietro che frenano il dialogo.

 

Forse gli unici punti di contatto fra queste realtà è l'ortodossia, la dominazione plurisecolare turca e il passato dei regimi socialisti più o meno filosovietici.

 

 

 

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VincentHanna
29 mag 2013 20:36

Il popolo moldavo e diviso a meta

 

sembrerebbe così 

 

il popolo moldavo, nella sua storia, è stato diviso tra quello che doveva divenire l'attuale Romania e l'Impero Russo con le dovute influenze da ambo le parti più alcune minoranze etniche ucraini, bulgari, gagauzi, qualche tedesco ecc. 

 

il popolo moldavo di diritto è moldavo, dal '91

 

inutile dire che metà si sente romena se sono in 4 cani che latrano per 10 a soddisfare un capriccio idiota, 

 

c'è la Romania, c'è la Russia, le strade sono aperte, se no non sarebbe esistita nessuna Repubblica Moldova 

 

 

io son nato nella RSS Moldava, parlo moldavo parlo russo ma parlo anche romeno "volendo"

 

chi turba mette zizzanie sull'identità storica dei moldavi deve scavare nel suo di passato insieme a quello del suo paese e metterli a confronto 

 

a chi non piace una o l'altra punta il dito contro l'uno o l'altro è un fatto individuale che ha comunque possibilità di scelta

 

succede spesso che il moldavo che parla romeno-moldavo trovi difficoltà nel rapportarsi con un madrelingua russo, conflitto con due colpevoli, uno perché orgoglioso e maleducato non conosce una parola della lingua di stato pur essendo nato in questo stato, l'altro perché avendo letto due pagine di storia per lui il russo è sinonimo di porci "ocupant" scambiato per sovietico/comunista, tutte due a mente sveglia sono stròn2ate 

 

allorché si verifica, invece di capire meglio la ragione del conflitto si cerca un appiglio d'identità, romeno o russo (?) di tagliare netto 

 

tipo, oggi come mi sento, romeno o russo (?) 

 

quando sono con gli amici moldavo (?) 

 

quando prendo la rutiera e parlo all'autista, in russo (?) 

 

come si fa allora a memorizzare tutto (?), totale idiozia

 

prima non c'erano problemi del genere, sì ma perché prima i comunisti e bla bla bla 

 

no,  

 

perché da sempre chi ha voluto parlare una lingua la parlava al di là di tutto, mi riferisco agli ultimi 20 anni specie oggi 

 

oggi che andiamo a cercare i pidocchi nelle teste altrui, che i froci non si sentono abbastanza liberi e via dicendo 

 

 

romeni non siamo mai stati, perché poi cos'è la Romania (?) un paio di regioni riunitesi sotto un regno, periodi date e giuste circostanze, e oggi la Romania (?) 

 

senza nulla togliere, parliamo la stessa lingua ma questo non vuol dire per forza che dobbiamo unirci e festeggiare, la festa finisce sì ma cosa viene dopo (?) rincari gas e romenizzazione a tutto spiano, perfavore 

 

guardiamoci un po' dentro e poi pian piano fuori 

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VeronikaP
30 mag 2013 08:08

sembrerebbe così 

 

il popolo moldavo, nella sua storia, è stato diviso tra quello che doveva divenire l'attuale Romania e l'Impero Russo con le dovute influenze da ambo le parti più alcune minoranze etniche ucraini, bulgari, gagauzi, qualche tedesco ecc. 

 

il popolo moldavo di diritto è moldavo, dal '91

 

inutile dire che metà si sente romena se sono in 4 cani che latrano per 10 a soddisfare un capriccio idiota, 

 

c'è la Romania, c'è la Russia, le strade sono aperte, se no non sarebbe esistita nessuna Repubblica Moldova 

 

 

io son nato nella RSS Moldava, parlo moldavo parlo russo ma parlo anche romeno "volendo"

 

chi turba mette zizzanie sull'identità storica dei moldavi deve scavare nel suo di passato insieme a quello del suo paese e metterli a confronto 

 

a chi non piace una o l'altra punta il dito contro l'uno o l'altro è un fatto individuale che ha comunque possibilità di scelta

 

succede spesso che il moldavo che parla romeno-moldavo trovi difficoltà nel rapportarsi con un madrelingua russo, conflitto con due colpevoli, uno perché orgoglioso e maleducato non conosce una parola della lingua di stato pur essendo nato in questo stato, l'altro perché avendo letto due pagine di storia per lui il russo è sinonimo di porci "ocupant" scambiato per sovietico/comunista, tutte due a mente sveglia sono stròn2ate 

 

allorché si verifica, invece di capire meglio la ragione del conflitto si cerca un appiglio d'identità, romeno o russo (?) di tagliare netto 

 

tipo, oggi come mi sento, romeno o russo (?) 

 

quando sono con gli amici moldavo (?) 

 

quando prendo la rutiera e parlo all'autista, in russo (?) 

 

come si fa allora a memorizzare tutto (?), totale idiozia

 

prima non c'erano problemi del genere, sì ma perché prima i comunisti e bla bla bla 

 

no,  

 

perché da sempre chi ha voluto parlare una lingua la parlava al di là di tutto, mi riferisco agli ultimi 20 anni specie oggi 

 

oggi che andiamo a cercare i pidocchi nelle teste altrui, che i froci non si sentono abbastanza liberi e via dicendo 

 

 

romeni non siamo mai stati, perché poi cos'è la Romania (?) un paio di regioni riunitesi sotto un regno, periodi date e giuste circostanze, e oggi la Romania (?) 

 

senza nulla togliere, parliamo la stessa lingua ma questo non vuol dire per forza che dobbiamo unirci e festeggiare, la festa finisce sì ma cosa viene dopo (?) rincari gas e romenizzazione a tutto spiano, perfavore 

 

guardiamoci un po' dentro e poi pian piano fuori 

:)  Vincent, parli esatamente come mio cugino! Anche lui ti porta sempre mille argomentti che noi non siamo rumeni e non lo siamo mai statti. Dice che I rumeni hanno avuto sempre la tendinzza di ocupare i teritori che hanno intorno, e che nemenno esistivano come popolo se guardiamo la carta d'Europa dei tempi lontani...

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jerrydrake
30 mag 2013 09:58

il popolo moldavo di diritto è moldavo, dal '91


Diciamo che allora si fecero le cose un pò in fretta. Fretta dettata anche dalla voglia di uscire, subito e di corsa da quel "mostro" che era considerata l' URSS.
Questo ha portato ad alcuni errori, primo dei quali a non considerare il fatto che la Moldova era (se anche diventata, cambiava poco) una nazione multiculturale composta da etnie rumene, russe, bulgare,etc.
La nazione moldava doveva nascere (rinascere) proprio come unione tra queste differenza.
Il problema è che coloro che si sentivano di etnia rumena, avevano coltivato un tal complesso di inferiorità verso i "russi" che li ha portati, essendo maggioranza nella Nazione, a fare le cose un pò alla carlona...
Quando la lingua ufficiale diventa il moldavo ( che è poi il rumeno!) di fatto non si riconosce come cittadini del proprio stato GLI ALTRI.
Fino a 10 anni fa a Chisinau il 90% parlava il russo, oggi siamo al 50 e 50. Si,la "rumenizzazione" della lingua è in parte riuscita, ma a che prezzo?
Una guerra civile (persa!)una Paese che non è nè carne e nè pesce, rigurgiti di unirea che ogni tanto si affacciano, odio, da parte di alcuni, verso tradizioni che dovevano essere di tutti (mi riferisco al 9 maggio), trattati come cittadini di serie B sia da chi ha per i moldavi le porte aperte (CSI) sia da chi gliele ha sempre chiuse (EU)

Ah dimenticavo: l' inno nazionale? Si chiama Limba noastra :)
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VincentHanna
30 mag 2013 16:59

ho ribadito il concetto che è ora di smettere di piagnucolare per qualcosa che siamo stati 200 anni fa, e cos'eravamo 200 anni fa ? moldavi, punto 

 

perché gran bretagna non si "riprende" gli stati uniti, la canada o l'australia; ma di che stiamo parlando (?)

 

e in realtà cosa è successo negli ultimi 200 anni (?) un via vai da una parte all'altra di un territorio compreso tra nistru e prut senza spina dorsale che in ogni occasione ha dovuto per forza cedere unirsi e non avere propria iniziativa

 

è una storia particolare sì, ma va capita bene 

 

romeni non siamo mai stati, fine 

 

io non sono romeno, sono nato in un territorio dell'ex principato moldavo, ex bessarabia, oggi Repubblica Moldova, cittadino moldavo più semplice di così 

 

 

a questo punto parlando di etnia romena, bisogna definire bene il termine 

 

come e quando è nato, 

 

che il territorio sia stato una ex colonia dell'impero romano non basta, prima del regno della romania c'era regioni, principati 

 

cosa ha significato quella unione, quel regno ? un pezzo di carta 

 

su quali basi si fonda nasce l'etnia romena e perché è un azzardo dire etnia moldava (?) 

 

sono domande che bisogna farseli

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VincentHanna
30 mag 2013 17:02

perché è un azzardo dire etnia moldava (?) 

 

azzardo solo perché la romania è sopravvissuta oggi come stato (?)

Così su due piedi

senza sapere quel che avete scritto sin ora

mi viene da dire ... serbia romania e moldova

3 bei paesi di rompicojoni !  :roflmao:

 

 

 

Quel che gli accomuna è che non sai mai ccon chi stai parlando

 

Serba ... si fa presto a dirlo , potrebbe essre della Voivodina , quindi mezza romena

 

potrebbe essere del sud , del kossovo , mezza albanese

 

potrebbe essere una serba ma proveniente dalla croazioa dalla bosnia ....

 

 

Rumeno .... magari transilvano e quindi si fa prima a dire ungherese

 

o del nord , magari mezzo ucraino o del sud , mezzo bulgaro

 

pensa che in romania ci sono anche minoranze russe !

 

 

Ed i moldavi ? Beh qui è il trionfo

 

i moldavi sono tutto ed il contratio di tutto

 

se gli parli in rumeno ti rispondono in rumeno

 

splendo dirai , sono rumeni !

 

poi gli parli in ucraino e ti rispondo in ucraino , oddio , ma allora sono anche ucrain !

 

 

Poi ti scappa una parola in russo e ti rispondo in russo , ma va' ! saranno mica anche russi !

 

 

Se poi ti scappa qualche parola in bulgaro o gagauzo scoprirai che sono come l'arcobaleno !

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jerrydrake
01 giu 2013 11:14

Poi ti scappa una parola in russo e ti rispondo in russo , ma va' ! saranno mica anche russi !

Seeeeeeeee, acc,maled. dann. :censored2:  :zingarelli:

 

 

Giusto stamattina Rick sono andato a cambiare la batteria della macchina, il rivenditore parlava russo e per capirci ha dovuto  chiamare un suo dipendente! :basta:

 

 

 

Invece ti dico una chicca: qualche giorno fa ho conosciuto un anziana signora (su i sessant'anni) che è stata  sposata (da qualche anno il marito è morto)  con un italiano nato in Moldova! Sia lei che i suoi figli portano il cognome italiano (Laviano o qualcosa del genere)

io questo caso la variabile sei tu

che sei italiano e non moldavo

Il moldavo doc
avrebbe parlato in russo senza problemi

La maggioranza dei moldavi
non parlano una lingua

bensì parlano la lingua del propio interlocutore
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jerrydrake
01 giu 2013 15:28

Il moldavo doc
avrebbe parlato in russo senza problemi
 

 

No, ho sbagliato a spiegarmi. Lui  era russo doc:arf2:, non capiva ne' parlava il rumeno 

.

    • A Domenico piace questo post

3 bei paesi di rompicojoni !  :roflmao:

 

Detto da un italiano (?) presuntuoso e' un complimento :tongue2:

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Böhm-Ermolli
02 giu 2013 13:33


romeni non siamo mai stati, perché poi cos'è la Romania (?) un paio di regioni riunitesi sotto un regno, periodi date e giuste circostanze, e oggi la Romania (?) 

 

 

romeni non siamo mai stati, perché poi cos'è la Romania ?

 

chiedo scusa se mi permetto di intervenire su una questione per definizione “scottante”, da straniero e per giunta abbastanza nuovo del forum… credo però che l’apertura di un dibattito possa essere stimolante un po’ per tutti (me per primo)

mi scuso anche per la “lenzuolata” ma, se vorrete leggere, vedrete che non potevo fare altrimenti

secondo me, la “vexata quaestio” dell’identità dei moldavi e la loro, presunta o meno, romenità (e latinità) va posta dall’inizio della divisione della Moldavia tradizionale, con un approccio strettamente storico

sino al 28/5/1812 n.s (cioè 16 maggio v.s), giorno in cui fu siglato a Bucarest il Trattato che pose fine alla guerra fra Impero Ottomano di Mahmut II (1808-1839) e Russia di Alessandro I (1801-1825), gran parte dell’attuale Repubblica Moldova all’ovest del Nistru (i Russi erano già arrivati al Nistru con la pace di Iaşi del 9/1/1792 n.s, regnando Caterina II e Selim III, grazie alle vittorie del mitico Suvorov, ma quei territori non furono MAI parte della Moldavia storica, bensì erano soggetti al khan tataro di Crimea)  formava un unico Principato di Moldavia, soggetto all’Impero Ottomano e retto da un hospodar cristiano (dal 1711 al 1821 sempre un greco fanariota), con capitale Iaşi; per la precisione il Princ. di Moldavia includeva anche la zona di Hotin (Khotyn), dal 1940 in Ucraina, laddove il Bugeac (sud della Moldova e territori bessarabi assegnati nel 1940 all’Ucraina, ad esempio Bilhorod-Dnistrovs’kyj/Cetatea Albă e Izmaïl/Ismail) dipendeva direttamente dall’Impero Ottomano sin dal 1538 e ciò spiega la scarsa presenza di moldavi etnici nell’area (pure amministrativamente ottomana era la fortezza di Bender/Tighina e dal 1714 quella di Hotin al nord, ma non il territorio circostante; lo stesso avveniva in Valacchia, anch’esso Principato soggetto alla Porta sotto un principe cristiano ma dove gli ottomani mantennero per sé le fortezze di Turnu Severin, Giurgiu e Brăila, sino al Trattato di Adrianopoli/Edirne del 14/9/1829 n.s)

orbene, prma del 1812, non vi era alcuna apprezzabile differenza (neppure in dialetto, se non piccole sfumature del tutto normali..noi in Italia ne sappiamo qualcosa) fra un moldavo di Roman, Huşi, Paşcani, Iaşi e Botoşani ed un moldavo di Chişinău, Orhei, Bălţi, Soroca, Leova e Floreşti…questo è il punto capitale

orbene i primi sono divenuti orgogliosamente romeni

i secondi, in maggioranza, si definiscono moldavi…perché ?

la ragione precipua, nella mia opinione, sta nel fatto che nel 1812 quando avvenne la separazione forzata del popolo moldavo, né in Valacchia né tantomeno in Moldavia era ancora realmente iniziato quel movimento cultural-nazionale che porterà alla nascita nel corso del XIX secolo della Nazione romena, uno dei più “miracolosi” e grandiosi successi del Nation Building ottocentesco (secondo me più del coevo Risorgimento italiano..e di molto…in Italia sopravvive al sud nostalgismo per i Borboni e al Nord sentimenti antiunitari, in Romania NO !)

nel 1812 però la cultura dei due Principati proto-romeni (come chiamerei Moldavia e Valacchia storici) era ancora bizantino-slavo-ortodossa, non latino-romeno-occidentale come quella elaborata in Transilvania da intellettuali di fede unita (non ortodossa !) sin da fine XVIII secolo (famosa grammatica del 1780, a Vienna, Micu Klein, Şincai ecc)

i territori divenuti nel 1812 russi, rimasero quindi estranei all’evoluzione che in Valacchia e nella Moldavia dimezzata (ad ovest del Prut) incominciò a manifestarsi dal 1829-1830 (anche grazie alle riforme del gen. russo Kiselev, Statuti Organici del 1831 e 1832 ecc..)

nel 1812, sia in Moldavia (intera) che in Valacchia, la lingua locale si scriveva ancora in cirillico antico (diverso da quello attuale, tuttora in uso per il “moldavo” in RMN/PMR) e non in alfabeto latino

nel 1812 l’idea della discendenza dai Latini era ancora nell’infanzia (vero, già ne parlarono Miron Costin e Ion Neculce, e Dimitrie Cantemir, ma solo di sfuggita e senza costruirci una “teoria” come farà la şcoală ardeleană)

la lingua non era stata ancora “purificata”, “gallicizzata” e “latinizzata” come avvenne a metà Ottocento ad ovest del Prut (dunque abbondavano ancora arcaismi e slavismi, che ad est del Prut si mantennero)

non c’era ancora stato il grande Mihai Eminescu (1850-1889) che sublimò il sentimento nazionale e ne diede la forma linguistica compiuta

tutti questi processi, e molti altri, di incalcolabile importanza che crearono in meno di un secolo, dal 1829 al 1918, il popolo romeno al di qua del Prut, non poterono esistere al di là del Prut, per ovvie ragioni…anzi furono rafforzati i legami con il mondo slavo-russo et pour cause

consideriamo poi il fallimento oggettivo del dominio romeno del 1918-1940 (lo ammettono tutti, anche i romeni di vedute larghe), le ferite della guerra e la sovietizzazione/russificazione di epoca sovietica, 1940-1941 e 1944-1989, e comprendiamo facilmente l’abisso che si è instaurato fra le due rive del Prut

dunque, per concludere, anche i moldavi al di là del Prut AVREBBERO POTUTO DIVENIRE ROMENI, come lo divennero i loro fratelli di Dorohoi e Focşani (non mancava loro nulla o quasi che non mancasse anche ai fratelli di ovest Prut) ma la Storia con le sue leggi, dure ma ineluttabili, ha deciso altrimenti

oggi quindi esiste un popolo moldavo che non è più quello romeno (se non per esigue minoranze dello stesso, intellettuali soprattutto), ma ciò non significa però che i moldavi non c’entrino nulla con la Romania…ciò lo dice, presumo, il tovarišč Vladimir Voronin ma ha torto !

mi riscuso per la lunghezza ma era necessaria per esprimere il mio pensiero compiutamente

buona domenica a tutte/i !

 

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Böhm-Ermolli
02 giu 2013 13:41

P.S: nel 1818, secondo dati russi, i moldavi in tutta la Bessarabia erano l’85 % (e probabilmente nell’attuale Moldova ad ovest del Nistru erano oltre il 95 %)….nel 1897 i moldavi in Bessarabia erano già scesi alla metà circa (a Tighina/Bender erano lo 0, 8 % :D)—quindi anche la differenziazione etnica è conseguenza degli avvenimenti del 1812

Complimenti Bohm, hai una buona conoscenza storica, che mi spinge ad approfondire

quanto da te postato. Mi piace leggerti ...

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Böhm-Ermolli
02 giu 2013 14:46

Complimenti Bohm, hai una buona conoscenza storica, che mi spinge ad approfondire

quanto da te postato. Mi piace leggerti ...

 

grazie mille Carlo !

Innanzitutto hai conosciuto poche persone per conoscere lo spirito di un paese.

Poi devi considerare una categoria a parte gli stranieri che vivono in Italia rispetto a quelli che vivono nel loro paese.

Poi devi conoscere la situazione attuale sul terreno di questi 3 paesi che e' diversa a prescindere dai loro trascorsi storici.

Infine devi capire come queste categorie di persone si rapportano a te che sei straniero, a casa tua e a casa loro.

 

Di materia su cui lavorare ne hai parecchia e tieni presente che l'inesperienza potresti pagarla cara. Non e' basandoti sulle chiacchiere di un forum che ti farai una idea, o meglio a meno che tu non abbia a che fare con persone ben informate sui fatti che non abbiano intenzione di venderti una immagine di un paese, ovvero oneste intellettualmente, difficilmente ne ricaverai una idea che non ti indurra in errori, grossi e costosi errori. Se la tua e' una curiosita' culturale senza altro fine allora eviterai di farti male

???????....... :nea:

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VincentHanna
07 giu 2013 21:50

 

 

ottimo articolo eduard, interessante punto di vista "esterno" su cui mi trovo pienamente d'accordo 

 

specie quando dici 

 

quindi esiste un popolo moldavo che non è più quello romeno

 

 

i nonni d'oggi quando parlano della seconda guerra mondiale, dell'invasione romena, si identificano moldavi, e gli invasori gli chiamano appunto romeni, lontano quasi dall'essere fratelli  

 

perché ? ma perché c'è stata già una discrepanza di 100-120 anni che ha formato i futuri romeni, che ha lasciato dov'erano i moldavi che passavano di mano in mano 

 

ora, oggi adesso, dopo la guerra, simbolicamente parlando, tutti sono eroi 

 

facile sbandierare "basarabia pamant romanesc", uguale al dire "stati uniti terra britannica"

 

più impegnativo è capirne il senso e la realtà di un paese che tenta ci prova a malincuore di farsi un futuro 

    • A CarloP e Böhm-Ermolli piace questo post
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Böhm-Ermolli
08 giu 2013 20:37

ottimo articolo eduard, interessante punto di vista "esterno" su cui mi trovo pienamente d'accordo 

 

specie quando dici 

 

quindi esiste un popolo moldavo che non è più quello romeno

 

 

i nonni d'oggi quando parlano della seconda guerra mondiale, dell'invasione romena, si identificano moldavi, e gli invasori gli chiamano appunto romeni, lontano quasi dall'essere fratelli  

 

perché ? ma perché c'è stata già una discrepanza di 100-120 anni che ha formato i futuri romeni, che ha lasciato dov'erano i moldavi che passavano di mano in mano 

 

ora, oggi adesso, dopo la guerra, simbolicamente parlando, tutti sono eroi 

 

facile sbandierare "basarabia pamant romanesc", uguale al dire "stati uniti terra britannica"

 

più impegnativo è capirne il senso e la realtà di un paese che tenta ci prova a malincuore di farsi un futuro 

 

grazie Vincent...sono contento che ti sia piaciuto



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